Erbe selvatiche in cucina: un buon motivo in più per fare lunghe passeggiate in Valsugana



Forse non tutti sanno che da anni si è sviluppata, soprattutto nel nord europa, una nuova pratica che unisce le lunghe passeggiate nella natura all'arte culinaria: si tratta del foraging, cioè riconoscere, raccogliere e poi cucinare le piante selvatiche che si incontrano durante le proprie passeggiate in montagna!

 

Ecco alcuni esempi di piante selvatiche facilmente riconoscibili in Valsugana:

  • Tarassaco o dente di leone, è il primo ad essere raccolto in primavera dopo che il paesaggio bianco delle montagne si colora di verde. È una pianta dal gusto amaro, che si abbina perfettamente con lo speck e altri salumi saporiti.

  • Ortica, tra le piante più diffuse nella penisola italiana, è una pianta spontanea ricca di tantissime proprietà benefiche. Si può utilizzare in cucina in tantissimi modi, tra i quali risotti e frittate fanno da protagonisti.

  • Silene, bisogna raccoglierla prima che produca i primi fiori per assaporarla quando è ancora molto tenera. Si tratta di una pianta molto versatile, dal sapore dolce e dalle note di liquirizia, inoltre ricca di ferro. È possibile rintracciarla nei grandi prati di bassa quota, sotto ai mille metri.

  • Luppolo, molto facile da trovare nei boschi o vicino alle sponde dei fiumi, è una pianta che va raccolta prima che si sviluppi troppo in altezza. Le sue note calde di nocciola e oliva si sposano perfettamente con tantissime ricette di carni bianche o primi piatti. Ottimo anche su delle semplici fette di pane abbrustolite da servire come aperitivo.

  • Pino Mugo, si tratta di un arbusto sempreverde tipico delle zone montane. È perfetto per aromatizzare il miele grazie alla sua resina estremamente dolce. È famoso per la sua azione antisettica, è utile per combattere tosse e mal di gola durante l’inverno.

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