Le api e il miele: dal fiore al barattolo

Sapete come viene prodotto il miele?

Ecco spiegato in modo semplice.

Il processo di formazione del miele inizia dal momento in cui le api operaie (dette anche bottinatrici) lasciano l’alveare per andare alla ricerca del nettare dei fiori. Il nettare è una sostanza zuccherina che viene aspirato dalla proboscide delle api e viene raccolto in una cavità che si chiama borsa melaria nella quale il nettare viene addizionato di enzimi (sostanze che concorrono alla trasformazione del nettare in miele).


Tornate all’alverare, le api passano il nettare alle prime api operaie che trovano all’ingresso dell’arnia le quali hanno il compito di mangiare e trattenere il miele per circa mezz’ora così da ridurre la quantità di acqua.

A loro volta loro lo rigurgitano e lo espandono in strati sottilissimi nell’alveare, dove altra acqua viene rimossa in un modo stavolta veramente ingegneristico: le api si mettono davanti e sbattono le ali creando una corrente d’aria che porta via l’umidità dall’alveare estraendola dal miele (processo di ventilazione).

Le api, infatti, fanno in modo che parte dell’acqua evapori e lo sciroppo diventi più denso, più dolce e meglio conservabile.

Grazie alla poca presenza di acqua, all’elevata presenza di zuccheri e alle particolari sostanze aggiunte dalle api, il miele diventa un alimento all’interno del quale non prosperano né batteri, né muffe, né lieviti.


Le api, attraverso la ventilazione, fanno evaporare l’acqua contenuta all’interno del liquido fino a raggiungere un livello di umidità del 17/18 % circa. Raggiunta questa soglia, le api provvedono a opercolare le celle, ovvero a rivestirle con uno strato di cera a protezione del miele contenuto.

L’apicoltore dovrà poi occuparsi dell’estrazione del miele, un’operazione che si chiama disopercolatura che consiste nel togliere lo strato di cera con cui le api chiudono e sigillano i favi per poter estrarre il miele. Per togliere la cera che rivestono il favo vengono usati due attrezzi: un coltello e una forchetta di disopercolatori.


Le celle vengono liberate dallo strato di cera e si fa in modo che il miele sia libero di uscire per essere sottoposto al procedimento successivo che consiste nella fase della centrifugazione.

I telai disopercolati vengono messi in uno smielatore (centrifuga in acciaio inox) che girando fa uscire – grazie alla forza centrifuga – il miele dai favi.

Successivamente avviene la decantazione, cioè il far riposare il miele in grandi contenitori chiamati maturatori per almeno due settimane così da far emergere in superficie le piccole impurità ancora presenti nel miele.


infine, si procede all’operazione della schiumatura che ha lo scopo di garantire un prodotto limpido e ambrato pronto per essere sistemato nei vasetti e destinati al consumo alimentare.

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